Vaccini: rischio basso di convulsioni nei bimbi per quello pentavalente

Roma, 22 febbraio - Il vaccino pentavalente usato comunemente nei bambini aumenta il rischio di convulsioni febbrili, ma questo rimane comunque molto basso e non comporta effetti a lungo termine. Lo assicura uno studio pubblicato sulla rivista Jama, basato sui dati di 360mila piccoli pazienti. L'analisi dell'università danese di Aarhus ha preso in considerazione la formulazione che protegge da difterite, polio, tetano, Haemophilus influenzae b e pertosse, molto comune in Usa e Europa del Nord, mentre in Italia si usa quello esavalente che aggiunge anche la protezione dall'epatite B. I ricercatori hanno trovato che il rischio di convulsioni aumenta di sei volte nel giorno della prima iniezione, che di solito è a tre mesi di vita, di quattro volte dopo la seconda, mentre è assente nella terza. Il rischio assoluto, sottolinea l'articolo, rimane comunque molto basso, circa 4 episodi ogni 100mila iniezioni, mentre è assente sia il pericolo di episodi successivi sia di effetti più gravi come l'epilessia: "È un sollievo per noi - spiega Yuelian Sun, uno degli autori - il rischio della vaccinazione è estremamente basso e l'unica accortezza è forse di tenere a portata di mano farmaci contro la febbre se questa risulta particolarmente alta". (ANSA).

Malanità: Giustacausa, Umbria la più virtuosa d’Italia

Roma, 22 febbraio - Nello scorso anno l'Umbria, con il solo 1%, è risultata la Regione italiana con il minor numero di casi di malsanità segnalati, mentre la palma nera per errori e disservizi del personale medico e sanitario spetta al Lazio (17%), alla Sicilia (17%), e alla Lombardia (16%). È quanto emerge dai dati di "Giustacausa", l'associazione nata da un anno che sostiene legalmente le vittime di inadempienze in ambito sanitario. Dal report dell'associazione (basato su circa 3mila segnalazioni) emerge inoltre che il cosiddetto fenomeno della 'migrazione sanitaria' è tutt'altro che terminato, vista "la perdita di fiducia e di aspettative nei confronti dei medici e delle istituzioni sanitarie locali", spiega il presidente, Francesco Nobili. Sale infatti al 76% la percentuale dei pazienti meridionali che preferisce ricevere le cure al Nord e spicca anche il dato del 21% dei degenti del Centro Italia, anch'essi in viaggio verso le regioni settentrionali. I dati forniti da "Giustacausa" hanno inoltre evidenziato che i maggiori picchi di casi di malasanità si registrano nei settori chirurgici (27%), nella branca ortopedica (13%), in quella ginecologica (11%) e oncologica (10%). Caso a parte, infine, per la medicina estetica. Qui i casi di malasanità si fermano al 10% ma, ha aggiunto Nobili, "da quando è scoppiato lo scandalo delle potesi Pip i contatti per avere informazioni sono aumentati del 90%".  (ANSA).

Tumore prostatico e diagnosi precoce: nuovo marker più promettente del PSA (Prostate-specific antigen)

Qualche informazione sulla prostata

(a cura del Dott. Roberto Colajanni)                    La prostata  è una ghiandola di dimensioni e forma di una noce, che fa parte del sistema riproduttivo maschile.

p2proPSA: il parere dell'esperto

Intervista al Prof. Vincenzo Franchini, Responsabile Unità Operativa di Urologia e Capo del Dipartimento Chirurgico,  Casa di Cura San Pio X di Milano.