News dalla stampa

I benefici della solitudine (breve)
Secondo uno studio guidato dall'Università di Rochester (disponibile su Personality and Social Psychology Bulletin) quindici minuti al giorno in solitudine possono essere di benefico a livello psicofisico.
Vari esperimenti hanno coinvolto in argomento numerose persone cui è stato chiesto o di appartarsi tranquillamente per 15 minuti in tal modo riducendo il carico emotivo e di interesse rappresentato da corrispondenti 15 minuti di conversazione ovvero di trascorrere in solitudine un quarto d'ora al giorno per una settimana e di non continuare poi per altri sette giorni. È emerso che stare da soli per un periodo limitato, soprattutto se si sceglie di farlo, aumenta sensazioni relative alla pace e al relax. All’atto della compilazione del questionario i partecipanti mostravano di avere meno probabilità di provare emozioni negative, tra cui irritabilità, sofferenza o agitazione. 
Queste osservazioni tendono a rinforzare, in quanto acquisite in modo autonomo, anche altre ipotesi di benessere come ad esempio le conseguenze della pratica della meditazione realizzata quotidianamente per un breve periodo di tempo.
 

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Morbillo: Italia in testa
L'Italia ha superato anche la Romania e fra i 12.743 casi segnalati dai paesi dell'Unione Europea tra il 30 settembre 2016 e l'1 ottobre 2017, il numero più alto spetta al nostro Paese con 4.925 casi (pari al 39%), seguito da Romania con 4.854 (38%) e Germania con 956 (8%). 
La fonte è l'ultimo bollettino su morbillo e rosolia del Centro Europeo per il controllo delle malattie (Ecdc). 
Altresì è in corso un'epidemia di morbillo in Grecia, dove sono stati riportati 71 casi ad agosto e 126 a settembre. Secondo il Centro ellenico per il controllo delle malattie è possibile che i dati aumentino nelle prossime settimane. Altri casi sono stati segnalati in Austria, Irlanda, Spagna, Regno Unito, Svizzera, Macedonia e Serbia. Il 35% dei casi riportati all'Ecdc riguarda bambini sotto i 5 anni, con l'incidenza maggiore sotto l'anno d'età che è limite della possibilità di vaccinare.
La malattia infettiva continua a diffondersi in Europa perché il livello di copertura vaccinale è sotto la soglia del 95% necessaria a interrompere la trasmissione (l'Italia è sotto all'84%).
 

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Elettrocardiogramma mediante orologio e pastiglia

Il Politecnico di Torino ha progettato un orologio da polso e una pillola per realizzare autonomamente l'elettrocardiogramma allo scopo di monitorare in tempo reale aritmie, fibrillazioni atriali e altre problematiche cardiache. Il meccanismo, che sarà sperimentato in strutture sanitarie, è alimentato a batterie e lavora con un software che elabora i dati, li visualizza, li memorizza e li trasmette via email al cardiologo. Rispetto ai sistemi di monitoraggio oggi in uso, questo consentirà un controllo prolungato e una elaborazione del dato immediata.

Bocca secca negli anziani può essere causata dai farmaci
Secondo uno studio della Monash University di Melbourne pubblicato sul Journal of the American Geriatrics Society la bocca secca e asciutta, con fatica anche a parlare, può essere un effetto collaterale di farmaci prescritti a vario titolo soprattutto per l'incontinenza urinaria. Anche se le conclusioni non sono definitive, i ricercatori hanno osservato che diversi medicinali (per trattare l'incontinenza urinaria, la depressione, l'insonnia, l'ansia e i diuretici contro l'ipertensione) sono collegabili a questo disturbo. Nel caso dei farmaci per l'incontinenza, il sintomo della bocca secca è sei volte maggiore rispetto a quanto si registra nel caso di un placebo. 
 

 

Cannabis in gravidanza

Secondo uno studio dell'University Medical Center (Paesi Bassi), pubblicato su Biological Psychiatry, i bambini esposti prima della nascita alla cannabis presentano una più spessa corteccia prefrontale, una regione del cervello coinvolta nella cognizione complessa, nel processo decisionale e nella memoria di lavoro. L'uso della cannabis durante la gravidanza è relativamente comune mentre si sa ancora molto poco circa possibili conseguenze sullo sviluppo del cervello del nascituro. I ricercatori hanno sottoposto a risonanza magnetica per imaging il cervello di 54 bambini, dai 6 agli 8 anni d'età, esposti alla cannabis prima della nascita e in parte anche al tabacco. Confrontando i risultati con quelli di 96 bambini esposti prima della nascita solo al tabacco e con 113 bambini non esposti né a tabacco né a cannabis hanno rilevato che i bambini esposti solo al tabacco e quelli esposti al tabacco e cannabis presentano differenze nello spessore corticale, rilevando effetti diversi fra cannabis e tabacco. Non sono emerse differenze nel volume complessivo del cervello per esposizione alla cannabis.

Obesità: inibito il 'gene del grasso' nei topi

Ricercatori degli ospedali pediatrici Baylor (Texas) hanno utilizzato con successo un farmaco per sopprimere il "gene del grasso" nel cervello dei topi, rendendo più prossimo lo sviluppo di un preparato idoneo a contrastare l'attuale epidemia di obesità. Si conosceva il collegamento del gene Rap1 al metabolismo e a un eccessivo consumo di cibo con aumento di peso, ma solo ora i ricercatori (secondo lo studio pubblicato sulla rivista Cell Reports) sono riusciti a sopprimere questo gene nei topi utilizzando un farmaco specifico che lo elimina selettivamente in un gruppo di neuroni nell'ipotalamo di topo, regione del cervello coinvolta nella regolazione del metabolismo. La sperimentazione ha coinvolto due gruppi di topi: uno e' stato privato del gene Rap1, mentre l'altro e' stato utilizzato come controllo. Tutti i topi sono stati nutriti con una dieta ad alto contenuto di grassi: i topi del gruppo di controllo, quelli in cui il gene Rap1 funzionava normalmente, hanno guadagnato peso. Al contrario, quelli privi del gene hanno beneficiato di una riduzione del peso e del grasso corporeo. Benché non fossero fisicamente più attivi, i topi privi di Rap1 mangiavano meno e bruciavano piu' grasso corporeo rispetto ai topi con Rap1. Inoltre si è registrata una maggiore produzione da parte del loro ipotalamo di un ormone che riduce l'appetito, chiamato POMC, e una produzione minore di ormoni che stimolano l'appetito, chiamati NPY e AgRP", e sono risultati anche sensibili alla leptina, il cosiddetto ormone della sazieta', al contrario degli altri topi con Rap1 alimentati con una dieta ricca di grassi. I ricercatori hanno poi provato a inibire Rap 1 farmacologicamente usando l'inibitore chiamato ESI-05 che somministrato ai topi obesi ha ripristinato la loro sensibilita' alla leptina a un livello simile a quello dei topi con una dieta normale. I topi mangiavano meno e hanno perso peso.

Tumori: cancro seno e cervice ai primi posti
Iarc, agenzia dell'Oms sui tumori, ha rilasciato uno studio (dati 2012) pubblicato su Lancet che registra circa un milione di casi di cancro nei soggetti giovani adulti (da 20 a 39 anni) con circa 400mila morti. I tipi di tumore più comuni in termini di nuovi casi sono al seno seguiti da quelli alla cervice, prevenibili -almeno in parte- con la vaccinazione per l'Hpv, e quelli alla tiroide. L’effetto è maggiore per le donne (65% dei nuovi casi e 54% delle morti) e la prospettiva si sposta naturalmente a sensibilizzare il pubblico e gli operatori professionali in termini di un trattamento dato quanto più possibilmente in modo tempestivo: programmi di vaccinazione, diagnosi precoce e, in donne sopra i 30 anni, screening che possono ridurre il peso del cancro cervicale a costi limitati. 
 

 

Autocontrollo glicemia caso per caso
"Fare di più, in medicina, non vuol dire fare meglio". Questo principio della Slow Medicine (Marcello Comel diceva, ispirandosi a Galeno: “Il meno è il meglio”) vale anche per l'automonitoraggio della glicemia nei pazienti con diabete 2 che controllano la malattia senza ricorrere all'insulina. 
Secondo uno studio presentato alla 77° Sessione Scientifica dell'American Diabetes Association e pubblicato su JAMA Internal Medicine, i test del sangue quotidiani non sempre si traducono in benefici. Gli endocrinologi della University of North Carolina at Chapel Hill School of Medicine hanno condotto uno studio randomizzato su 450 uomini e donne con diabete di tipo 2 all’esito del quale, avendo esaminato diversi parametri indicativi della qualità di vita e della salute dei pazienti, tra cui l'emoglobina glicata (HbA1c), non hanno trovato differenze significative tra i gruppi di soggetti controllati: il primo non effettuava l'automonitoraggio, il secondo si controllava una volta al giorno e il terzo, oltre al monitoraggio quotidiano, ricorreva ai dispositivi elettronici che ricordano di effettuare il test con messaggi periodici. 
Secondo lo studio, pertanto, i diabetologi dovrebbero consigliare gli automonitoraggi solo ove realmente necessario. "I nuovi farmaci per il diabete, come Glp-1, Dpp-4 inibitori e Sglt-2 inibitori, non inducono l'ipoglicemia come effetto collaterale e pertanto chi li utilizza non necessita di controlli quotidiani" precisa il presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid) Giorgio Sesti "l'automonitoraggio è necessario per i diabetici di tipo 2 che seguono una terapia a base di insulina perché in questo caso esso serve a scegliere la corretta dose del farmaco da somministrare. Ed è necessario anche ai diabetici che assumono sulfaniluree, una classe di farmaci da molti anni in uso che induce ipoglicemia, ma tuttora prescritta per lo più da medici di famiglia che non possono prescrivere farmaci innovativi".

 

Fumo: aumenta l’esposizione al fumo negli ambienti di lavoro
Secondo uno studio dell'Imperial College London, avente in oggetto i 28 paesi europei e presentato allo European Respiratory Society International Congress a Milano, nel 2009 le persone esposte al fumo passivo nei luoghi di lavoro erano il 23,8%, mentre nel 2014 sono aumentate al 27,5%.
La maggior parte dei membri UE ha una legislazione per proteggere i lavoratori dal fumo di seconda mano e la ricerca ha coinvolto un sondaggio su oltre 55.000 persone, metà delle quali intervistate nel 2009, l'altra metà nel 2014. La prevenzione sembra funzionare meglio per bar e ristoranti diversamente che per i posti di lavoro ove il 27,5% ha dichiarato di essere stato esposto al fumo nel 2014.
Svezia, Regno Unito e Irlanda risultano positivamente al lavoro, non così Grecia e Cipro.

 

Retinopatia diabetica, test istantaneo high-tech
Una nuova tecnologia sviluppata in Australia e basata sull'intelligenza artificiale permette di diagnosticare la retinopatia diabetica nello studio del medico generico, senza dover ricorrere allo specialista oftalmologo. La scansione oculare, metodo sviluppato dall'ente australiano di ricerca Csiro, individua senza difficoltà e tempestivamente questa grave complicanza del diabete che vulnera la retina e costituisce la prima causa d'ipovisione e di cecità nei Paesi sviluppati. In 30 secondi si viene a conoscere se il paziente deve rivolgersi o no a uno specialista.
Nelle sperimentazioni (Yogi Kanagasingam, inventore della tecnologia) sono stati esaminati 187 pazienti di diabete, registrando immagini ad alta risoluzione della retina e analizzandole poi con una nuova tecnologia di intelligenza artificiale per individuare segni di retinopatia diabetica. E’ seguita la verifica da parte di un oftalmologo che ha confermato come la tecnologia in parola sia efficace quanto la diagnosi specialistica nell'individuare la condizione e nel misurarne la gravità.