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Luca Maria Pedrotti Dell'Acqua / Author

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La revisione costituzionale ha qualche corrispondenza con quei corsi d’acqua che appaiono e scompaiono e sembrano all’osservazione non scientifica comportarsi in tale modo senza un comprensibile motivo. Essa conosce e attraversa, quindi, periodi di attenzione e di attiva oltre che accesa discussione sia fra esperti sia meno esperti e periodi di quiescenza, anche

Rigor Mortis Il decreto urgente per l’emergenza di Genova arriva al Quirinale dopo 44 giorni.   Il paese dei campanelli Su 21 Regioni (comprese le due Province autonome) ben 7, nonostante i solleciti, non hanno fornito correttamente alla Autorità anticorruzione i dati per l’indagine sul mercato dei dispositivi per il diabete. L’esempio migliore è sempre quello che viene dall’alto.   Memento Dove si trova la verità? Alla superficie. (H. Von Hofmannsthal)  

Marcello Comel ricordava la natia Trieste chiamandola Tergeste secondo la tradizione di Tergestum, l’antica città risalente all’epoca romana. In prospettiva, quindi, di rievocazione tergestina (senza riferimento all’omonimo dialetto locale scomparso nel XIX secolo) la sezione di Pittura inizia con un omaggio a un grande pittore nato a Trieste e morto in un campo di concentramento in Germania a causa della sua origine ebrea. Nathan era impiegato, a Trieste, in una Compagnia d’Assicurazioni e la sera, nella sua stanza da letto e studio, disegnava e dipingeva quando non leggeva libri di poesia e di filosofia, sua giovanile passione. Gillo Dorfles (in Enrico Lucchese, Arturo

Ne è autore il marchese Piero Bargagli (da Siena) che fu, fra l’altro, scrittore, pittore ed esperto d’arte oltre che amico e compagno di Marcello Comel. Sono una serie di piccolissimi libretti di poche pagine ciascuno, schegge appunto, stampati nel periodo 1981-1982 da C. Cursi, Pisa, che la Fondazione offre ai suoi lettori come un (poco ricorrente nella prassi) esempio di visione libera della vita unita, ovviamente nell’autonomia e responsabilità delle proprie idee, a intelligenza e umorismo, a provocazione e ammiccamento, nel quadro di un gioco non sempre a carte (palesemente?) scoperte. A volte sul filo sottile della filosofia di Diogene prima

La pubblicazione del Calendario della Fondazione inizia nell’anno 2000 con un primo fascicolo dal nome Viaggio nel Tempo, luci e trasparenze. Ventiquattro fotografie, una ogni quindicina, dedicate al tempo e alle sue stagioni ricordando e ripercorrendo, alla lontana, alcuni versi di Esiodo con l’osservazione di fiori e alberi, campi e foglie che cadono. Non con le parole, poche e confinate nella pagina di apertura, ma per il tramite dell’obiettivo fotografico in pensoso movimento fra le morbide colline dell’anfiteatro morenico della Serra (Ivrea), distese fra il lago di Viverone e le montagne innevate. Il Calendario della Fondazione è, da allora, uscito regolarmente ogni anno

L’attenzione, l’approfondimento e l’amore per le ‘lettere e le arti’ sono state, per Marcello Comel, faccia della medesima medaglia che, dall’altra parte, portava incisa l’amore per la medicina. Ambedue alla luce di quella cultura umanistica (e non solo della perfezione tecnica inquadrata nella specializzazione clinica) che trae le sue origini agli albori della (moderna) ricerca sperimentale del medico dalmata Santorio Santorio (1561-1636), come il contemporaneo Galileo Galilei docente all’Università di Padova, il quale agli inizi del ‘600 per primo svincola l’arte medica dalla filosofia (e dalla magia) assumendo (De Statica Medica) come maestre la matematica e la fisica. Marcello Comel (1902-1995), fisiologo