Editoriale

‘Dialogando’ si apre tradizionalmente con una nota della direzione diretta a proporre ai lettori un breve pensiero o un’idea di attualità, ma non necessariamente. Di seguito sono archiviati gli editoriali in ordine cronologico partendo dal più recente.

Totale articoli: 16

Due partiti i quali, diversi in tutto salvo che nella pratica demagogica (appannaggio non solo loro, invero), a lungo se ne sono fatte e dette di ogni colore sono stati costretti a mettersi insieme -contro natura (se c’è una natura in politica) - per l’unica strada utile a giungere al potere. Dopo una vociante campagna elettorale nella quale

È come stare fermi davanti a una giostra, di quelle di vecchio tipo con i cavalli a dondolo che andavano su e giù al suono di una vivace e orecchiabile musichetta. Solo che ora, a ogni passaggio, sebbene i cavalli siano (o sembrino) i medesimi, la musica cambia continuamente, aumenta di volume e non è più che una sgradevole e incomprensibile, oltre che assordante, cacofonia nella quale

La Rivista quindicinale della nostra Fondazione riprende la pubblicazione e torna ai suoi lettori in una veste grafica rinnovata e riproporzionata negli spazi sia per renderla fruibile con maggior facilità a chi desidera leggerla sia per coordinarne i contenuti che confluiranno all’interno del nuovo sito scientifico della Institutio Santoriana Fondazione Comel il quale ha, a sua volta, sostituito

Dicevamo nello scorso numero che fake news e post-verità hanno la menzogna come denominatore comune. Ora, nel periodo dell’anno in cui tradizionalmente ci si scambiano voti e auguri, il pensiero corre a quella sottospecie (per nulla marginale anche nella attuale civiltà post-moderna) di menzogna che è costituita dalle previsioni (più pomposamente oltre che, evidentemente, fuori luogo: profezie) di astrologhi e maghi passati e presenti (e anche futuri, poiché l’ansito di farsi dire da qualcuno il futuro sembra tanto connaturato in molti da garantire comunque la prosecuzione di questa carriera anche in tempi di magra del PIL). Il capo indiscusso del filone

Fake news e post-verità hanno un denominatore comune: la menzogna. E, in particolare, la menzogna prevalentemente utilizzata non tanto per difesa (che è la fase per così dire di base o più semplice dell’inganno: non so, non ricordo, non ero io, non c’entro…) quanto piuttosto per offesa (con l’obiettivo d’ingannare per il tramite di informazioni che si sa essere false). La bugia esiste verosimilmente da quando esiste l’uomo e la sua possibilità (libertà) di scegliere, anche in modo approssimativo, fra il bene e il male e, anzi, affonda le sue radici fin nel Genesi e nella considerazione teologica del diavolo (colui che

I toni e i contenuti sono, al solito, fuori dalle righe e sintomo di un modo di intendere le cose, gli atti e la realtà che dovrebbe poter a sua volta evolversi almeno così come si evolvono i processi naturali anziché rimanere fermo alla consueta rissa verbale. Che la perdita di Ema sia una delusione cocente sia per il Paese sia per la Milano candidata è del tutto comprensibile, in particolare dopo un lavoro istruttorio realizzato, come sembra, in modalità una volta tanto coordinate e condivise al di sopra dei colori dei partecipanti all’impresa. Ma che si debba arrivare a una rincorsa