Editoriale

‘Dialogando’ si apre tradizionalmente con una nota della direzione diretta a proporre ai lettori un breve pensiero o un’idea di attualità, ma non necessariamente. Di seguito sono archiviati gli editoriali in ordine cronologico partendo dal più recente.

Totale articoli: 38

Da notizie di stampa si apprende che nel centro della capitale, davanti all’arco di Giano, sia rimasta per oltre un mese (ignoro se poi l’abbiano levata o sia ancora in loco) sul suolo pubblico la statua a grandezza naturale di un rinoceronte utilizzato per

Insegnano gli studiosi che la lingua, essendo strumento di comunicazione vivo oltre che generale, è pressoché costantemente in fase di -più o meno percettibile- trasformazione. Si fa riferimento al concetto di lingua ‘parlata’ anche per significare questi processi

Due partiti i quali, diversi in tutto salvo che nella pratica demagogica (appannaggio non solo loro, invero), a lungo se ne sono fatte e dette di ogni colore sono stati costretti a mettersi insieme -contro natura (se c’è una natura in politica) - per l’unica strada utile a giungere al potere. Dopo una vociante campagna elettorale nella quale

È come stare fermi davanti a una giostra, di quelle di vecchio tipo con i cavalli a dondolo che andavano su e giù al suono di una vivace e orecchiabile musichetta. Solo che ora, a ogni passaggio, sebbene i cavalli siano (o sembrino) i medesimi, la musica cambia continuamente, aumenta di volume e non è più che una sgradevole e incomprensibile, oltre che assordante, cacofonia nella quale

La Rivista quindicinale della nostra Fondazione riprende la pubblicazione e torna ai suoi lettori in una veste grafica rinnovata e riproporzionata negli spazi sia per renderla fruibile con maggior facilità a chi desidera leggerla sia per coordinarne i contenuti che confluiranno all’interno del nuovo sito scientifico della Institutio Santoriana Fondazione Comel il quale ha, a sua volta, sostituito

Dicevamo nello scorso numero che fake news e post-verità hanno la menzogna come denominatore comune. Ora, nel periodo dell’anno in cui tradizionalmente ci si scambiano voti e auguri, il pensiero corre a quella sottospecie (per nulla marginale anche nella attuale civiltà post-moderna) di menzogna che è costituita dalle previsioni (più pomposamente oltre che, evidentemente, fuori luogo: profezie) di astrologhi e maghi passati e presenti (e anche futuri, poiché l’ansito di farsi dire da qualcuno il futuro sembra tanto connaturato in molti da garantire comunque la prosecuzione di questa carriera anche in tempi di magra del PIL). Il capo indiscusso del filone